DOTT.SSA CHIARA PICA

Psicologia Umanistico-esistenziale

L’approccio utilizzato nel nostro studio si discosta completamente da quello della psicologia accademica. Essa è eccessivamente influenzata dal metodo scientifico che divide, seziona e analizza, mentre l’intento della psicologia dovrebbe essere quello di ascoltare, comprendere, sentire. In poche parole Empatia. E proprio Carlo Rogers, che tanto ha parlato di empatia, è stato uno dei primi fondatori della Psicologia Umanistica.

Una psicologia che non si interessa di diagnosticare ma di comprendere, non di analizzare ma di ascoltare, non di sezionare la mente umana ma di sentire emozioni e vissuti, di penetrarli nel profondo. La Psicologia Umanistica vuole riportare l’uomo al centro di sé stesso: non più schiavo di forze inconsce sconosciute e indomabili come vuole la psicanalisi classica ma neanche e nemmeno di meccanismi deterministici causa-effetto come vuole la psicologia comportamentista e neo-positivista, più interessata a frammentare la mente in processi che non ad unire l’uomo in sostanza. Il nucleo centrale di questa concezione è quello di un uomo preso nella sua totalità, un “essere nel mondo” orientato verso un fine, ovvero quello di scoprire sé stesso, il suo scopo nell’esistenza.

Infatti la corrente umanistica si rifà grandemente alla filosofia fenomenologico-esistenziale. L’attenzione è posta su ciò che la persona vive, sente, sperimenta e sul significato di ciò che questo assume per lei, piuttosto che su sterili spiegazioni logico-causali che riducono l’uomo a una serie di processi e funzioni da studiare piuttosto che a un mondo interiore da esplorare. Questo perché tale psicologia rischia proprio di abdicare la sua stessa funzione , ovvero si perde dietro a sterili meccanismi rischiando di perdere la persona reale che vive nel mondo. Questo non significa negare che certi meccanismi esistono, ma che essi assumono un senso solo se inseriti nel quadro esistenziale della persona che vivendo gli attribuisce significato.