DOTT.SSA CHIARA PICA

RENDI FELICE OGNI GIORNO DELLA TUA VITA

Molte persone che vengono da me mi dicono di sentirsi insoddisfatte, di svegliarsi al mattino demotivate, senza energia, apatiche. I motivi di questo stato d’animo sono plurimi.

 

Come prima cosa, questa situazione assurda che stiamo vivendo, che ci toglie energia, fiducia, speranza, benessere. Una situazione che ci fa vivere perennemente “sul filo del rasoio” e sul chi va là, in un costante clima di guerra e pericolo. Lo dimostra l’impennata dell’aumento di richieste di sostegno psicologico. E se è questo il motivo, certamente questo articolo non basterebbe a dare risposte esaurienti, magari verrà affrontato il tema in altra sede.

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Ma a prescindere da questa situazione peculiare, è proprio un substrato malato di questa società a farci sentire distanti da noi stessi e dai nostri bisogni. Infatti questa  società malata ci obbliga a vivere una vita di "sopravvivenza", relegando la nostra felicità a pochi momenti. Una vita in corsa, sempre col piede sull’acceleratore, sempre spinta a raggiungere obiettivi e risultati.

E quei pochi momenti di benessere e piacere si limitano a dei ritagli di tempo risicati e insoddisfacenti che quindi non vengono neanche goduti appieno, facendoci sentire in balia delle situazioni. Ci hanno insegnato che per essere felici dobbiamo fare cose grandiose, ottenere risultati, trovare la persona giusta, rispettare le tappe sancite dal sociale. E tutto questo ci rende schiavi di regole, schemi, programmi di altri.

Ma che senso può avere vivere una vita così? Ecco che quindi sopraggiunge il disagio come l’apatia, la demotivazione, il nonsenso, il vuoto, la solitudine, finanche ansia, depersonalizzazione e depressione. Davvero hai pensato che quei momenti risicati in cui stai bene ti potessero bastare?

È SEMPLICEMENTE IMPOSSIBILE

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Il mondo interno non si accontenta delle briciole. Vuole essere nutrito, vuole vivere appassionato e acceso. In ogni momento della nostra vita dobbiamo ricercare questa felicità, invece di relegarla a pochi attimi della  nostra giornata. Adesso io mi sento viva in ogni momento. Pur in questa situazione assurda che stiamo vivendo Non ho bisogno di aspettare che qualcosa o qualcuno mi renda viva. Lo sono a prescindere da chiunque, anzi, in particolare quando sono da sola, perché sono ancora più a contatto con me stessa.

Sei tu che rendi meravigliosa, viva, ed entusiasmante  una cosa che fai! Non è aspettando gli altri o gli eventi che darai una svolta alla tua vita. E per farlo bisogna  iniziare a dalle piccole cose.

Quindi, primo ingrediente: farsi piccoli come bambini

Nel Vangelo troviamo scritto: 1 In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è il più grande nel regno dei cieli?». 2 Allora Gesù chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: 3 «In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. 4 Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli.
5 E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me.

E che cosa vuol dire farsi piccoli come bambini? Tornare  a quella purezza originale, quando ancora i condizionamenti sociali e familiari non avevano attecchito. Ricordi quanto da bambino fosse primaria in te la necessità di divertirti? Qualsiasi esperienza tu facessi valeva la pena o no a seconda del piacere che ne traevi. Per colpa di una lettura distorta della maturità man mano perdiamo di vista questa priorità, consegnandoci alla legge del dovere. Già, prima il dovere poi il piacere….Peccato che per la maggioranza di noi il piacere non arrivi mai e quando arriva fa da comparsa, mai da protagonista. Da qui tutti i malesseri che ci vengono a trovare. Ribalta allora l’ordine delle cose: qualsiasi azione tu stia compiendo domandati mentre la fai “Sto provando piacere?”.  Ad esempio al mattino: ti lavi, ti vesti, fai colazione, esci di casa: tutte azioni che si susseguono ogni mattina, secondo la medesima sequenza. Mentre compi queste azioni chiediti “Provo piacere a farlo?”. Il fatto che siano rituali obbligati non ti impedisce di goderne: il vestito più bello al posto della consueta “divisa da lavoro”, il dolcetto buono al posto del solito biscotto scialbo trangugiato di corsa con un po’ di caffè ecc

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Secondo ingrediente: fai cose nuove, in modo nuovo

Ma serve anche cominciare a cambiare le azioni consuete che compiamo: fare sempre le stesse cose, nello stesso ordine, attiva le stesse energie, che attivano gli stessi pensieri, che attivano le stesse emozioni. E allora comincia a cambiare l'ordine delle azioni, falle in modo diverso, e sperimenta anche cose diverse, mai fatte prima. Se fai sempre le stesse cose che oramai ti tengono imprigionato nell'apatia come pensi di poter provare entusiasmo?

Terzo ingrediente: al bando le aspettative

Ovvero fai le cose SENZA UN FINE.  È necessario liberarsi dall’idea che quello che fai debba avere un fine. Sei un essere indipendente da fini e scopi…se non uno: GODERE DELLE COSE COSÌ COME SONO! Perché noi siamo abituati a descriverci solo in un ruolo, in un fine. Inizia con la scuola dell’obbligo e non finisce mai. Quella tendenza a vedere tutto subordinato a un’utilità. Veniamo “decisi” dai ritmi sociali e produttivi, dalle scelte di altri o dall’identificazione col ruolo. Serve quindi uno spazio interiore in cui potersi fermare e da poter nutrire quando il bimbo che è in noi intransigentemente chiede. Quindi scrivi per il gusto di scrivere, non per pubblicare un libro; disegna perchè ti piace giocare coi colori, non per il risultato; balla con una musica che ti piace non perchè devi andare a un talent show ma per l'energia che ti dà. E così via. Troppe volte rinunciamo a qualcosa che ci piace perchè "tanto che ci fo". E invece l'essenza della felicità è proprio nel fare senza scopo

Quarto ingrediente: vai nella natura e osserva

La natura è maestra, si sa. Ci insegna a "stare", a osservare, ad ascoltare. Suoni e rumori che ci circondano, i colori, osservare un uccellino che va al nido o una fila di formiche indaffarate. Può sembrare una perdita di tempo per chi è così immerso nell'idea di "azione utile" ma è proprio questo che ci ingabbia nell'infelicità

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Quinto ingrediente: dai spazio alle azioni minime

 

Questi gesti apparentemente insignificanti ti regalano quella che gli antichi greci chiamavano Kairos, ovvero una sensazione di beatitudine in cui perdi il senso del tempo. In quelle piccole cose c’è sempre una scintilla divina di qualche tipo: se ad esempio ti piace perderti nel cucinare o nel rassettare allora ti stai lasciando portare dall’energia di Estia, la divinità femminile del focolare e dell’armonia domestica. In quei gesti sei presente a te stessa: sei una cosa sola con i gesti che compi e sei serena perché non c’è spazio per altri pensieri fuori tempo. Sono molte le donne che riferiscono, dopo mesi di ansia e panico,  un’attrazione inspiegabile verso semplici lavori manuali come cucire, ricamare o rassettare la casa, gesti che hanno regalato a queste persone una grande pace. Non sottovalutiamo queste azioni, perché sono un antiansia naturale. In esse il cervello si incanta, si perde, si stacca dai pensieri ripetitivi e attiva aree profonde capaci di trovare soluzioni inattese.

Sesto ingrediente: fingi entusiasmo

Sì, hai letto bene. Quando non ti senti entusiasta: fingi! Esiste un legame profondo e biunivoco tra i nostri stati d’animo e la nostra fisiologia. Come dimostrato dalla psicologa sociale Amy Cuddy, dell’Università di Harvard, esistono specifiche posture che possono modificare i nostri livelli ormonali. In altre parole, se modifichiamo il nostro atteggiamento corporeo possiamo modificare il modo in cui ci sentiamo. Quante volte ho detto che il pensiero crea la nostra realtà? Ecco questo ne è un esempio. Nello specifico, quando siamo entusiasti:

  • La nostra voce è rapida, variata, ha un tono alto, ed è caratterizzata da cambi improvvisi di tono e ritmo.
  • I nostri occhi sono aperti, luminosi, sembrano quasi brillare e danzare.
  • I nostri gesti sono frequenti, ampi e coinvolgono diverse parti del nostro corpo.
  • Il nostro volto passa rapidamente da un’espressione all’altra.

Replica questi atteggiamenti, fingili quando ti senti giù di tono e osserva cosa accade!